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Il compositore di una volta e il computer
di Mauricio Annunziata
Original
en italiano
Sono
piú musicista o informatico? La Dottoressa Maria Grazia Siliato,
un imprescindibile dell'Archeologia e della Scienza, moglie del mio Maestro Giovanni
Nenna, nel suo libro Sindone, mi ha scritto a penna nella
questa dedica: «a Mauricio Annunziata, che in modo nuovo, intrigante e del
tutto inaspettato, ha saputo unire l'armonia della musica alle armonie
matematiche della Scienza del Computer.»
Ho
trascritto questa dedica perche nemmeno io saprei rispondere a quella
domanda...
A
seguito, il mio parere sul comportamento di un compositore davanti ad un
computer.
«Con
autorevole sicurezza si può dire che quando, nell’ambito compositivo, uno dei
grandi del passato finiva una delle sue
creazioni, l’immediato
passo
successivo era
quello
di
trovare
un interprete
adeguato
per
eseguirla.
Data
l’anima
anticonformista del compositore, mai soddisfatto di
quelle interpretazioni, era in continua ricerca di interpreti senza mai
arrivare ad una pace interiore.
Però,
in fin dei conti, l’incontro con l’interprete era sempre ben gradito.
Contrariamente, se questo accadeva con un altro compositore, veniva
automaticamente dichiarata una sanguinaria guerra di opinioni senza produttivi
risultati o lontani accordi.
In
parole povere, un talento creativo raramente consentirebbe ad un altro essere
vivente di realizzare la minima modifica significativa nella propria opera.
Però,
se questo essere non è vivente, ed è fatto di chips, circuiti integrati,
monitor e driver, anche il più grande genio non resisterebbe - dovuto al largo
margine di curiosità che ogni artista possiede
- alla tentazione di vedere una macchina
che, di fronte alla
propria creazione musicale, la
aggiusta, la rielabora, la esegue, quindi di grande aiuto al compositore.
Sembra
tutto questo molto ironico e suggestivo, specialmente se si è nuovi nella
materia di informatica musicale.
Ricordate
le Nove Sinfonie di Beethoven? Sono assai diverse tra di loro, però insieme
formano uno dei più straordinari capitoli della storia musicale, che a sua
volta risulta molto differente dagli altri, e così via. Se tutto questo
materiale venisse fornito ad un
elaboratore, con le sue capacità ed i progressi raggiunti dai più recenti
software, anch’esso
sarebbe in
grado di distinguere epoche, stili, generi e forme, quasi con la stessa facilità di uno storico
esperto.
Cosa
dire dei problemi estetici? Anche questi possono essere risolti dal computer?
Innanzitutto
cercheremo di convincere il lettore che l’estetica (ovvero quella che per noi è
estetica) deve essere fondata soprattutto in quella proclamata dagli uomini e
quindi da lì ricavata. Non si può parlare di estetica senza tenere presente un
modello che piaccia.
Tutto
quello che in arte è stato novità, in fondo non è che il frutto di una lunga
trasformazione di elementi che già prima erano soddisfacenti, e quello ancor
più nuovo, stravagante che sfugge
a processi di
trasformazione, non ha avuto un’accettazione uniforme
nemmeno tra gli stessi esperti, quindi di successo dubbioso e da considerare in
uno studio futuro.
Questo
argomento, l’estetica, sarà utilissimo per affrontare
situazioni dove l’elaboratore dovrà creare totalmente le sue partiture, o
fornire tutta o parte di alcune di queste e avrà il compito di lavorare su di
esse modificandole, allungandole, accorciandole, cambiando -
se richiesto - anche il suo stile.
Quindi
le applicazioni sono varie, e quella che vi
propongo consiste nel riconoscere musiche,
data la
sua struttura melodica, per
poi generare la stessa danza
“ispirata” sui dati forniti dall’utente
e su a quelli ricavati dall’elaboratore e l’analisi dell’armonia di un corale
facendo anche delle considerazioni estetiche».
Mauricio
Annunziata
Barcelona, Octubre del 1996
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